Che cos’è l’EMPOWERMENT

L’EMPOWERMENT è un processo attraverso il quale le persone aumentano la possibilità e la capacità di controllare la propria vita. Man mano che aumenta l’EMPOWERMENT di un individuo, aumenta la padronanza delle abilità e delle strategie che egli utilizza per raggiungere i propri obiettivi personali e sociali, la sua forza vitale soggettiva e le proprie personali risorse. E’, in sintesi, un processo di “possibilitazione”, ossia un ampliamento delle possibilità che il soggetto ha a sua disposizione nell’interazione con l’ambiente. L’EMPOWERMENT è il “potere ” (il potere di… e non il potere su…)interno e personale, che facilmente si identifica con la motivazione, la sicurezza di sé, l’energia psichica e il desiderio di realizzazione personale; è quella forza che porta l’individuo nel “luogo del controllo” della sua vita e lo rende capace di operare per il proprio bene, rendendolo libero di agire da protagonista sulle scelte che lo riguardano.
Il concetto epistemologico dell’EMPOWERMENT va contro alla generalizzata cultura dell’assistenzialismo poiché quando un soggetto è “assistito” nei suoi compiti esistenziali perde la capacità di attivarsi in modo autonomo, diventa incapace di cogliere qualsiasi segnale positivo riguardo la propria autoefficacia e assume, di fatto, una posizione psicologica di passività e scarsa motivazione di riscatto. In sostanza quando si è sempre aiutati a portare a termine i propri compiti si crede di non essere capaci di svolgerli da soli e si perde gradualmente fiducia in se stessi.
Pertanto l’EMPOWERMENT è, in primis, una dimensione psicologica che comprende:
– la tendenza ad attribuire a se stessi la causa degli eventi che ci coinvolgono, assumendosi la responsabilità, positiva o negativa, delle azioni intraprese (internal locus of control)
– la speranza nelle proprie capacità e la consapevolezza di avere delle risorse interne che, se mobilitate, ci rendono capaci di affrontare qualsiasi tipo di situazione (self-efficacy)
– l’investimento psicologico su quella parte di risorse che risultano disponibili, nel “qui ed ora”e utili a superare un particolare compito, piuttosto che spendere energie a rimpiangere risorse mancanti (pensiero positivo operante)
– la convinzione che gli eventi imprevedibili siano sostanzialmente positivi in quanto concorrono alla nostra crescita personale (hopefulness)
L’EMPOWERMENT si configura come un paradigma “trasformativo”, in senso pedagogico, se il soggetto acquista “potere” sulla propria vita attraverso un processo di autonomizzazione grazie all’accompagnamento di un formatore che assume in tale processo un ruolo residuale. L’educatore aiuterà il soggetto a trovare in se il desiderio di cambiamento (dimensione della scelta) e la “vision” di sé stesso in una situazione in cui si piace; primo step verso la mobilitazione delle energie indispensabili a procedere, passo dopo passo, come sui gradini di una scala, verso la realizzazione del proprio self-empowerment. In seguito l’educatore aiuterà il soggetto a riconoscere, circoscrivere e limitare gli elementi “killer”, ossia quegli elementi derivati da esperienze fallimentari passate che rischiano di bloccare il soggetto depotenziandolo delle proprie energie. Un altro compito dell’educatore è quello di predisporre il contesto educativo in modo che il soggetto possa fare esperienze protette e mirate ad accrescere la propria autostima sperimentando la propria autoefficacia in via di maturazione.
Ultimo passaggio fondamentale è l’acquisizione della consapevolezza che il proprio EMPOWERMENT personale non può essere svincolato dalla dimensione sociale dell’esperienza umana; la natura ecologica dell’EMPOWERMENT si focalizza sulle reazioni/influenza che legano l’ambiente, l’altro, la comunità e il soggetto singolo: i soggetti volendo prendere il meglio per sé dalla situazione (sano egoismo), stimolano gli altri a fare altrettanto (altruismo) e reciprocamente, in una logica circolare, ognuno mette in gioco le proprie risorse migliori (Empowerment di comunità).
Educare, perciò, vuol dire attivare un processo di incremento per un singolo soggetto e per la comunità tutta al tempo stesso. L’educazione è in grado di incrementare le risorse e, contemporaneamente, addestra il soggetto a farvi ricorso consapevolmente, incrementando il gusto per la vita, ossia la passione per la ricerca di senso di ciò che si fa, scegliendo la direzione verso cui orientare la propria esistenza. “La pedagogia, il metodo didattico, l’insegnante, l’istituzione scolastica devono più che altro aiutare il bambino a trovare i mezzi idonei e a servirsi delle sue potenziali risorse per esprimersi e svilupparsi”.[1] Infatti le relazioni educative a senso unico, dove non vi è la presenza attiva del soggetto o dove questo non ha espresso una sua volontaria adesione, sono fortemente negative, sia che si presentino con il volto autoritario della costrizione e dell’imposizione, sia che si configurino nella veste, soltanto apparentemente innocua, del permissivismo. Solo attraverso la fiducia, l’interesse e la comprensione è possibile evitare di compiere manipolazione-condizionamento-plagio-strumentalizzazione dell’educando (oggettivazione dell’altro), consentendogli così di attuare un autentico cambiamento che lo conduca gradualmente all’autonomia e al benessere.
Concludendo, educare all’EMPOWERMENT “significa dar spazio al soggetto, aiutarlo a diventare egli stesso il protagonista del proprio processo di apprendimento, di socializzazione e di formazione, e questo attraverso la conoscenza, la scoperta delle proprie e delle altrui potenzialità, delle risorse materiali ed intellettuali presenti nel proprio contesto di vita; attiva e creativa tra le stesse; l’azione, la costruzione di inediti percorsi verso la propria autonomia,emancipazione, libertà, indipendenza. Un approccio pedagogico olistico e globale che intende l’uomo non come una monade, una realtà a sé stante, una singola individualità, deve necessariamente prendere in considerazione il soggetto sia nella sua dimensione di essere individuale, sia in quella dell’essere membro di un gruppo”.[2]

Note
[1] Montessori, M., L’autoeducazione nelle scuole elementari, Garzanti, Milano, 2000, pp. 30
[2] Dallago, L., Che cos’è l’empowerment, Carocci, Roma, 2006, pp. 24-28

Fonti
– Tolomelli A., Homo Eligens.L’Empowerment come paradigma della formazione,Edizioni Junior,Parma, 2015.
– Cavana L., Casadei R., Pedagogia come direzione. Ricerca di senso tra dinamiche esistenziali ed esigenze professionali, Aracne Editrice, Ariccia,2016.
– Dallago, L., Che cos’è l’empowerment, Carocci, Roma, 2006.

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